28 settembre 2016

GLI EREDI DELLA TERRA, Kate Wilhelm. Recensione

Premio Hugo nel 1977, Gli eredi della Terra di Kate Wilhelm (titolo oiginale Where late the sweet birds sang) è un romanzo sull'uomo e sull'amore, sul desiderio di appartenenza e di libertà. 


Strutturato in tre parti, con una forma di narrazione che potremmo definire "circolare", il romanzo della Wilhelm prende l'avvio da una fine che sembra inevitabile: decimata da una pandemia, l'umanità superstite, composta da individui del tutto sterili, sembra destinata all'estinzione. L'ultimo avamposto dei pochi uomini ancora in vita, una fattoria, viene riconvertito in un complesso centro di ricerca nel quale viene messa a punto una tecnica velocizzata di clonazione grazie alla quale la specie umana può continuare a esistere. 
Celia e David fanno parte dell'ultimo nucleo di individui originali, vivono nella fattoria occupandosi dei primi cloni. Sono cugini e amanti, di un amore che parte da lontano, dall'infanzia, e che viene vissuto con strazio e rancore, perché vietato dalle convenzioni sociali. Su questo amore contrastato e impossibile, tragico e struggente ruota la prima parte del romanzo della Wilhelm, mentre sullo sfondo si assiste alla messa a punto di quella che diventerà, col tempo, una cittadella di copie infinite di uomini e donne.

8 luglio 2016

What's up - Letture di giugno e altro

Buongiorno!

Ci siamo un po' persi di vista in quest'ultimo periodo, colpa principalmente del caldo (è sempre colpa di qualcuno ndr), che sbiella computer, linea e cervello. Aggiungeteci una micro-vacanza lampo con marito e figliolo nella Tuscia, a visitare Viterbo (bella bella, se potete fateci un salto), Bomarzo (obbligatorio esplorare il parco <3) e Villa Lante. Un bel tour della giusta durata che è servito come stacco da ogni cosa. 

Fortuna che esiste il mare

Però il caldo rimane. Così, nonostante abbia davvero tanti bei libri di cui parlarvi, le idee per le recensioni si sciolgono, come un gelato lasciato sul cruscotto, ogni volta che tento di metterci mano.

Così, mentre aspettiamo che l'impianto di condizionamento cerebrale si attivi (c'è un nugolo di omini-mielina al lavoro per questo), per oggi accontentatevi di questa rapida carrellata e mini commento su quelle che sono state le mie letture di giugno.

6 giugno 2016

IL PIGIAMA DEL GATTO, Ray Bradbury - Recensione

E rieccoci di nuovo qui, per parlare di nuovo di libri che sennò ci disabituiamo e poi va a finire che non ci risentiamo per altri due mesi.
Ora.
Come alcuni sapranno, ieri è stato un anniversario importante

Nel ricordare la morte (e soprattutto la vita) di Ray Bradbury, mi è sembrato carino proporre questa mezza recensione di Il pigiama del gatto, antologia messa assieme facendo un casino nella cantina di Ray, recuperando storie sepolte in armadi muffosi e valigie di cartone dove giacevano dimenticate persino dall'autore (be', qualcosa del genere). 

3 giugno 2016

CIÒ CHE DIO UNISCE, Sacha Naspini - Recensione

Vorrei dire: "Ti amo". Vorrei dire: "Stronza, adesso sei contenta?" [Sacha Naspini, Ciò che Dio unisce, Piano B edizioni, 2014, p. 130]

Con colpevole ritardo, permettetemi di rubarvi qualche minuto per parlarvi di nuovo di Sacha Naspini (autore di I Cariolanti che se non avete letto io vorrei proprio sapere che state ancora aspettando) e del suo ultimo romanzo, Ciò che Dio unisce, edito da Piano B edizioni.


Un romanzo che parla di matrimonio, di amici e di rancore. Del piacere cattivo degli scherzi, che nascondono sempre un tot di voglia di punire e di liberarsi l'anima dal senso di onnipresente fallimento.

Per cominciare, indossate il vostro vestito migliore, scarpe belle comode e un sacchetto di riso come augurio di prosperità; ecco, arriva l'auto della sposa, fate silenzio: Marta e Michele stanno per sposarsi.

30 maggio 2016

LA RAGAZZA MECCANICA, Paolo Bacigalupi - Recensione

Qual è la poesia quando la nostra creazione ci divora? [Paolo Bacigalupi, La ragazza meccanica, trad. Massimo Gardella, Multiplayer edizioni, 2014]

Mentre maggio volge al termine, permettetemi di esprimere due parole due sulla mia ultima lettura del mese, un romanzo pluripremiato (per citarne tre: premio Hugo, Nebula e Locus) lasciato colpevolmente a languire nel kobo per mesi e divorato in dieci giorni esatti.


Sto per parlarvi di La ragazza meccanica, mastodontico esordio di Paolo Bacigalupi, un autore dal nome e dalle origini italiane e considerato tra i più promettenti fantascientisti contemporanei d'oltreoceano.
La ragazza meccanica rientra nel biopunk, sottogenere derivato dal cyberpunk che ruota attorno ai possibili sviluppi delle biotecnologie e alle conseguenze di tali sviluppi. Una distopia, quindi, con precise implicazioni ecologiche che portano il lettore a farsi una domanda: quand'è che la natura smette di essere naturale? 


18 maggio 2016

PREDATORI DALL'ABISSO, Ivo Torello - Recensione

«I mici sono esseri lunari, sapete? Vivono sul lato che non possiamo vedere, sotto terra. Hanno una città di lana morbida e pietre preziose...» [Ivo Torello, Predatori dall'abisso, Edizioni Hypnos, p. 146, 2012]

Buon pomeriggio.
Mentre molti di voi, reduci dal SalTo, sono lì a smaltire una certa overdose da libri, io cerco di ricavarmi una nicchia nel vostro angolo delle pagine da leggere con un nuovo romanzo da mettere in wishlist. Ed è una vera curiosità quella che vi propongo oggi, uno di quei romanzi che chi frequenta il genere weird magari già conosce, ma solo se è stato molto attento.

Oggi vi parlo di Predatori dall'abisso, romanzo d'esordio di Ivo Torello (grafico, curatore editoriale, illustratore, scultore... lo trovate QUI, QUI e ALTROVE) pubblicato in quel lontano 2012 da Edizioni Hypnos.