15 febbraio 2017

L'ESORCISTA - William P. Blatty

A un mese dalla morte, comunicata tramite Twitter dal regista e amico William Friedkin, ho creduto fosse cosa e buona e giusta parlarvi, in quella che non sarà né una recensione né una nota critica, del romanzo più noto di William P. Blatty scrittore, attore, sceneggiatore e regista che ha chiuso la sua esistenza con un totale di diciotto opere (quattordici romanzi, di questi pochissimi tradotti in Italia; un'autobiografia e tre saggi) e una manciata considerevole di film.


Per diversi motivi, non ultimo l'impatto che ebbe sul versante cinematografico, trasformandosi in un vero e proprio modello che verrà in seguito imitato e riproposto in innumerevoli varianti, L'esorcista resta l'opera più famosa di Blatty, quella che un appassionato di narrativa di genere difficilmente può esimersi dal leggere almeno una volta in vita sua.

A una seconda lettura, con dieci anni in più sulle spalle e un figlio, molte cose mi sono apparse sotto una luce diversa; molti dettagli, che dieci anni fa erano passati in sordina, oscurati dal racconto della possessione e del relativo esorcismo, mi sono letteralmente esplosi davanti agli occhi.

6 febbraio 2017

EURIDICE AVEVA UN CANE. Michele Mari - Recensione



Orrida, ma doverosa premessa: è difficile, quasi improprio, cercare di scrivere una recensione ad autori come Landolfi o Michele Mari. Il rischio che si corre è quello di banalizzare o, all'opposto, di scriverne con esorbitante entusiasmo, senza una via di mezzo, che sia critica oggettiva.

23 gennaio 2017

L'ombra della paura [Under the shadow] riflessione con spoiler


Prima di parlarvi a modo mio di L'ombra della paura (in inglese Under the shadow) opera prima di Babak Anvari, presentata nel 2016 al Sundance film festival, vi piazzo un enorme spoiler alert così da darvi il tempo, qualora siate spoilerofobi, di prendere i cappotti e imboccare l'uscita di emergenza. 
Fatto?
Bene.
Secondo alert: questa non è una recensione, bensì una riflessione personalissima su uno dei film belli visti grazie a Netflix. Un film horror con messaggio politico, come nella migliore tradizione romeriana, che gli horror, prima di essere solo slasher e riflessioni di anziani killer sul senso della vita, erano anche film che denunciavano e mettevano in mostro (oh! oh! oh!) gli orrori della società.

20 gennaio 2017

Cinque libri per festeggiare Edgar Allan Poe


Riprendiamo le trasmissioni dopo un mese di silenzio.

Saltiamo a piè pari il punto in cui vi parlo di cose delle quali potrebbe fregarvi tra il nulla e il niente ma, prima di introdurvi al post, vi ricordo che di tanto in tanto potete leggermi pure su Rivista Fralerighe (l'ultimo articolo postato è su Dirk Gently, la serie Netflix), e sul blog di Altrisogni (recensione per Michele e l'aliante scomparso di Maurizio Cometto, DelosDigital).

Dunque.
Mentre raccolgo le idee e le informazioni per un articolo su William Peter Blatty, ho pensato di festeggiare con voi il compleanno di Poe (che è stato ieri, ma io e la programmazione viviamo in universi separati), parlandovi di cinque libri che lo raccontano
Perché pochi uomini possono fregiarsi di un fascino post-mortem come quello che continua a esercitare, in lungo e in largo, il nostro Eddy.

24 dicembre 2016

Racconto di Natale

Come da tradizione che andiamo a inaugurare proprio oggi, vi auguro Buon Natale e un sereno 2017 con un racconto che di natalizio ha ben poco e che avevo scritto per questo concorso QUI, ma poi ho lasciato perdere perché bisogna sempre sapere quando è il caso di rinunciare. 
L'illustrazione che accompagna la storia è invece di Emiliano Billai, e altre sue illustrazioni, non-natalizie e meno, potete trovarle QUI 

Ci rileggiamo l'anno prossimo!
Federica

La prima delle sette morti del Claus - © Emiliano Billai



Buon Natale, nonno. 
racconto di Federica Leonardi

Qualcuno aveva impiccato un Babbo Natale di plastica al cancello d'entrata. La pelle era giallastra, spaccata in più punti; parte della barba si era staccata dalla guancia e solo un filo di colla impediva all'occhio destro di rotolare nel chiusino infestato dalle foglie. Doveva essere morto da un bel po'.

19 dicembre 2016

TUTTI GLI UOMINI SONO MORTALI, Simone de Beauvoir - Recensione

Detestava quelle stanze d'albergo, stanze anonime, dove centinaia di persone erano passate senza lasciare traccia di sé, dove lei stessa non avrebbe lasciato nessuna traccia. [Tutti gli uomini sono mortali, Simone de Beauvoir, trad. Giancarlo Vigorelli,, Oscar Mondadori, p. 28]

Se vi si desse l'opportunità di diventare immortali, accettereste o rifiutereste terrorizzati?
Vi abbandonereste alla vita eterna oppure accettereste di vivere fino in fondo la vostra condizione di esseri finiti destinati, alla fine di tutto, a scomparire diventando polvere e nient'altro?


Aspettate a darmi una risposta, perché sto per parlarvi di un uomo, Fosca, che accettò di diventare immortale. 
E Tutti gli uomini sono mortali, terzo romanzo della de Beauvoir, è la sua storia, sono le storie dell'uomo che vive in eterno ed è già morto, che non potrà mai davvero morire. È la storia delle donne e degli uomini che incontrò e amò. E del sonno, il riposo, costantemente cercato e sempre, tragicamente irraggiungibile.