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LA CACCIATRICE D'ORSI - Sara Cabitta

Circa un mese fa vi parlai del gioco di scrittura della LPV che avevo vinto con un racconto a incastro e che mi aveva permesso di ricevere uno dei titoli pubblicati dalla piccola casa editrice sarda. Il libro in questione era La Cacciatrice D'Orsi, romanzo fantasy di Sara Cabitta che oggi, dopo una settimana di lettura proficua, veniamo a recensire.


Per dirla in breve: una storia di morte e d'amore, di doppie vendette e struggente malinconia.


Titolo: La Cacciatrice D'Orsi
Autore: Sara Cabitta
Editore: La Piccola Volante
Formato: romanzo
Genere: fantasy
Edizione: 2013
Pagine: 212
Prezzo: 12,00€
ISBN 9788897785040
Partiamo da una premessa di base (odio le premesse di base, perché mi ostino a farle? u.u): non sono una grande lettrice di fantasy. Anzi, se dovessi fare una stima dei titoli di quel genere presenti nella libreria... beh, sarebbe una percentuale piuttosto mingherlina. Anche se nel fantasy dovrebbero rientrare anche i titoli di letteratura dell'orrore (che appartengono al genere fantastico, per l'appunto), ma soprassediamo.
Dunque, il fantasy non è il mio genere preferito (anche se il buon George R.R. Martin con il suo Gioco sta lavorando per farmi cambiare idea a tal proposito) ma quando si è trattato di scegliere uno dei volumi presenti nel catalogo dell'editore, l'occhio è caduto proprio su un romanzo fantasy come La Cacciatrice D'Orsi, allettata dalla trama e dalla copertina (l'occhio: è sempre lui a decidere ^.^).


Merice è l'amministratrice e unica proprietaria della Casa Di Dietro, luogo di piacere in cui abita assieme alle ragazze che addestra personalmente perché diventino le migliori accompagnatrici della Contea. I più assidui frequentatori della Casa Di Dietro sono nobili e prelati, gli unici che possono permettersi le prestazioni delle ragazze. La Casa Di Dietro nasconde però un segreto; fra le sue mura, e oltre, la gente comincia a morire. Gli abitanti del villaggio cominciano a sussurrare un nome, L'Uomo di Pelle si insinua come un'oscura leggenda nelle menti e nei cuori. Nessuno è al sicuro, dentro e fuori La Casa Di Dietro. La Cacciatrice D'Orsi è un romanzo di confine. Fra il fantasy e il thriller, fra l'horror e il mystery.

Un romanzo che immerge il lettore, ma lentamente, senza fretta di arrivare alla fine, nella storia di Merice, che non è (non solo) la tenutaria di un bordello ma anche qualcosa di più, qualcosa che ha trasformato l'odio, la paura, la disperazione e l'impotenza in fascino e desiderio di rivalsa. 
La scrittura di Sara Cabitta è fredda, incalzante, usa moltissimo frasi brevi e poco periodi lunghi e complessi: così facendo riesce ad amalgamare lo stile del romanzo alla figura di Merice, alla sua fame che è bisogno viscerale di vendetta feroce e animalesca. 

Questo è un romanzo fantasy, una storia che si svolge in un periodo indecifrabile nel tempo e nello spazio, un non-luogo dove esistono streghe che finiscono al rogo e altre che sono in grado di fare veri malefici. Dove si incontrano dottori che non si fa fatica a immaginare vestiti di lunghi tabarri ottocenteschi e povere contadine abusate da nobili corrotti che sfruttano il potere per i propri affari. Un luogo senza confini circondato da boschi dove si aggirano spettri divoratori e animali a caccia di uomini.

La Cacciatrice D'Orsi, dicevo, è un fantasy prima di tutto ma, come anticipato nella sinossi, è un "romanzo di confine" che dal fantasy si sposta nel campo dell'horror e del thriller e anche, ma in maniera quasi sottile che si percepisce a fatica, nel sentimentale. 
Alla base della storia, alla radice della vendetta di Merice, infatti, c'è una storia d'amore. Un amore imperfetto, scandaloso e straziato da eventi che lo abbattono senza pietà, lasciando a terra due corpi lacerati e umiliati. E l'amore continua a guidare le azioni di Merice anche dentro la Casa di Dietro, e quell'amore le impedisce di capire in tempo l'inganno che alcuni, tra i volti che ama, le stanno cucendo alle spalle. L'amore, alla fine, le impedirà di difendersi e di portare a compimento la sua vendetta.

Un romanzo, questo di Sara Cabitta, che meriterebbe una maggiore condivisione perché, pur essendo lontano dalla grande distribuzione, nondimeno manifesta tutti i requisiti di un prodotto curato e studiato in ogni suo aspetto, dalla grafica di copertina, all'impaginazione, alla revisione (credo un solo refuso) e, soprattutto, alla storia raccontata.

La Cacciatrice D'Orsi ha una trama solida costruita su una solida struttura, con personaggi perfettamente delineati e caratterizzati, uno stile dove il linguaggio forbito proprio di alcune situazioni si mescola alla descrizione cruda di aggressioni ferine dove il sangue gronda e nessuno viene risparmiato, nemmeno i bambini.
Una storia in cui il dolore diventa tanto straziante da trasformarsi in furia cieca eppure, alla fine, la vendetta non lenisce il dolore e tutto si risolve in una morte divorante.

Giudizio complessivo 

Commenti

  1. Come trama mi piace, e poi dalla tua recensione leggo che è anche ben scritto.
    Penso anch'io che molti bei libri siano poco pubblicizzati, anche se meriterebbero maggior attenzione. A tal proposito proprio qualche giorno fa ho recensito un bellissimo libro di un'autrice emergente, "La mia amica ebrea" di Rebecca Domino, che, credo a causa del tema importante, non sta destando molto interesse. Credo sia un vero peccato.

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