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*Un classico al mese n°2* CUORE DI CANE - Michail Bulgakov

Un classico al mese è la rubrica, pensata da me, dedicata ai classici della letteratura mondiale. Perché senza le opere del passato, non avremmo i capolavori del presente 




Titolo: CUORE DI CANE (Tit. or. Sobač'e Serdce)
Autore: Michail Afanas'evič Bulgakov
Traduttore: Viveka Melander
Edizione: 2013 (prima ed. 1925)
Editore: Newton Compton (serie Live)
Formato: romanzo
Genere: fantascienza, satirico
Pagine: 127
Prezzo: 0,99 €
ISBN: 9788854152687
Ebook: si

Sinossi. Sotto il bisturi di uno scienziato un cane viene trasformato in uomo. Ma non è la bestia a diventare più nobile, è lo spirito umano ad abbassarsi al livello canino. O forse la verità è un’altra? Forse, semplicemente, l’uomo è più crudele e insensato di qualsiasi animale? La storia del cane/uomo Pallino nella Russia della rivoluzione è allo stesso tempo un racconto vibrante e una satira spietata della società sovietica: un romanzo che si tiene sempre in magico equilibrio tra la narrativa e il teatro, tra la precisione scientifica e il grottesco, tra la dura realtà quotidiana dei soviet e l’assurdo.

Recensione

Quella narrata da Bulgakov in questo breve romanzo satirico è la storia di una metamorfosi che rappresenta, anche, la storia della metamorfosi della società sovietica con l'avvento dei "nuovi ricchi".

Protagonista del romanzo è Pallino, un cane randagio e malridotto che, una notte di bufera, il medico Filip Filipovic prende con sé, portandolo nel suo appartamento/laboratorio. La nuova situazione sembra un inaspettato rovescio della fortuna per Pallino, che assiste allo strano andirivieni di personaggi caricaturali nello studio del medico, esperto in ringiovanimento cellulare, e si gode il caldo di quella nuova sistemazione.

Finché, una sera, non viene sottoposto esso stesso a uno degli esperimenti del professore.
Con l'aiuto del suo assistente, il giovane medico Bormentàl, Filip Filippovic sostituisce le gonadi e l'ipofisi di Pallino con quelle di un uomo deceduto da poche ore. Se l'obiettivo del professore era quello di studiare gli effetti "ringiovanenti" di quelle due ghiandole nel corpo del cane, quello che ottiene è, viceversa, un mutamento in tutta la struttura dell'animale.

In breve tempo, Pallino impara a camminare in posizione eretta, assume sembianze umane, parla e, per ultimo, si interessa della lotta proletaria. 

Ma la metamorfosi non è completa, così che un po' degli atteggiamenti del cane gli restano dentro.

Il romanzo di Bulgakov è un piccolo gioiello di satira sociale, che andrebbe letto tenendo bene a mente il periodo storico di riferimento. 
L'involontaria metamorfosi subita dal cane Pallino che, ad un certo punto del romanzo diventa "compagno Pallinov" è la parodia della metamorfosi subita dalla società russa dopo la rivoluzione e la crisi economica successiva alla guerra civile. 

L'uomo che si lega al socialismo sovietico (Pallino che segue Filip Filippovic) lo fa sperando in una condizione migliore della propria realtà sociale; l'esperimento che subisce il cane è la metafora dell'indottrinamento ideologico cui vengono sottoposti i nuovi proletari. 

La nuova creatura che emerge dai ferri del chirurgo, infine, è il "compagno proletario", per il quale ogni cosa è di tutti e niente ha valore se non la collettivizzazione dei beni materiali.
Si tratta di una creatura violenta, rozza, incolta. Un uomo col cuore di un cane, che si muove in branco, scudato dalla forza della legge, che non ha rispetto per altro che per la propria ideologia e per "ciò-che-si-deve-fare".

Quando poi non sarà più possibile tenere a bada il nuovo individuo (e Pallinov arriverà a denunciare il professore nel tentativo di appropriarsi del suo appartamento), non resterà fare altro che ripetere l'operazione, per non venire sopraffatti dalla creatura. 

Così Pallinov tornerà ad essere semplicemente il cane Pallino. E né il professore, né il dottor Bormentàl parleranno più del fallimentare esperimento.

Nemmeno i vecchi rappresentanti dell'ancient regime vengono risparmiati dalla critica di Bulgakov, ed eccoli che li vediamo sfilare nello studio del professore, mentre gli chiedono di essere operati per ringiovanire, ovvero cercano in tutti i modi di adeguarsi alla nuova società in costruzione. 
E come avviene l'opera di ringiovanimento nei pazienti di Filip Filippovic? 
Trapiantando loro testicoli o ovaie di animali.

Il romanzo ha un moto circolare: all'inizio vediamo la realtà attraverso gli occhi e le emozioni del cane; nella parte centrale, dopo l'operazione, i fatti vengono narrati in terza persona per tornare, verso la fine, alla voce di Pallino tornato cane.

Le scene narrate sono vivide, a tratti molto crude, ma tutte sono sorrette da un uso sapiente e felice della parola. E si tratta di un romanzo che dall'inizio alla fine fa sorridere, ma fa anche riflettere sulla natura umana, e sulla sua tendenza a lasciarsi trasportare dalla sua parte animale appena le viene concessa l'opportunità.


L'autore

Michail Afanas'evič Bulgakov (Kiev 1891 - Mosca 1940) medico, scrittore e narratore russo che deve la sua fama a Il maestro e Margherita, romanzo pubblicato molti anni dopo la sua morte e rimasto inedito in patria per più di vent'anni, salvo poi essere pubblicato a puntate e in versione censurata.
Il suo lavoro di medico e gli studi di medicina si ritrovano in molte delle sue opere, tutte animate da una sottile e rigogliosa vena satirica. Fu per alcuni anni lo scrittore preferito di Stalin, e fu forse questo a salvargli la vita negli anni trenta, quando altri scrittori, che non appoggiavano il regime, vennero imprigionati e uccisi.
Tuttavia l'impegno prodigato da Bulgakov nello schernire la dittatura attraverso le sue opere fu tale che, a partire dal 1929, un suo romanzo, La guardia bianca, venne messo al bando e gli venne proibito sia di espatriare che di pubblicare nuove opere.
Morì a quarantanove anni, mentre era in corso la quarta stesura di Il maestro e Margherita, che venne completato dalla moglie nel 1941.

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