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Riserva Indie cap. 1 - Intervista a Michela Meloni - La Piccola Volante


Riserva Indie è l'appuntamento dedicato alle interviste ai piccoli editori indipendenti. Quelli che, penne di corvo in testa e inchiostro sulle dita, lottano ogni giorno contro l'assalto dei grandi gruppi editoriali ♥

Benvenuti, cacciatori di libri!
Inauguriamo oggi il primo appuntamento con le interviste agli editori indipendenti (yee!).
Si tratta di un progetto a cui tengo molto, perché sono convinta che molte belle storie finiscano al macero (ahia!) per una pigrizia di fondo del lettore che, spesso e volentieri, viene sedotto dai titoli strillati dalle grandi case editrici, ignorando quanto di bello possano offrire i piccoli editori.

La prima intervista è toccata a Michela Meloni, testa, cuore e timone di La piccola volante, casa editrice sarda che chi frequenta il blog ha ormai imparato a conoscere bene
Ma insomma, bando alle ciance. Vi lascio alla nostra chiacchierata :3



Ciao Michela, e benvenuta. Quando ti ho proposto l'intervista, la prima cosa che mi hai detto è stata: "Ok, si può fare. Però io non sono un Indie". E allora la mia prima domanda per te è: come definiresti te La Piccola Volante?

Ovviamente PIRATA. Se i latini dicevano nomen omen, la scelta di chiamarla LaPiccolaVolante non è affatto casuale, deriva dalla leggenda della grandiosa nave fantasma, L'Olandese Volante, la cui ciurma è stata maledetta e costretta a vagare in eterno per mari (a tal proposito, è fuori commercio ma con un po' di ricerca si trova, consiglio l'omonimo libro per ragazzi scritto da Brian Jacques, ma sono tantissimi gli uomini d'arte che sono stati affascinati da questo mito nordico, dal compositore Wagner al mangaka Eiichirō Oda, autore di One Piece: no, non ho problemi a metterli sullo stesso piano di genialità). 
Ecco, maledizione a parte, poter viaggiare sul nostro galeone pirata LaPiccolaVolante tutta la vita è la miglior vita che potrei mai sperare per me, il Capitano Lord PanHuy e tutta la nostra matta ciurma. Perché i pirati, al contrario di tanti indie, hanno sempre un senso della fratellanza e del viaggio insieme ad altri, un ben più alto e nobile (sì, i pirati sono più nobili dei nobili) concetto.

La curiosità è un topolino affamato. E i topi, specie su una nave, dovrebbero venire tenuti sotto controllo. Un topo soddisfatto è un topo che non fa buchi negli scafi. Puoi soddisfarlo rispondendo a questa domanda: come è nata l'idea della Piccola Volante? E chi ti aiuta quando ti assenti dal timone?

Alla prima domanda ho già risposto, ma solo perché da buon pirata cerco di ingraziarmi i topolini ben prima che venga loro quella pericolosa fame distruttiva (e perché i miei fidati gatti preferiscono le lucertole). A fianco a me al timone, co-capitano, illustratore di bordo, cantastorie quando davvero ispirato nonché ideatore di tanti dei soggetti sul nostro laboratorio di scrittura lapiccolavolante.com è il Capitano LordPanHuy, che "nel mondo che solo si tocca" è nato come Emiliano Billai. Con lui cerchiamo di tirare avanti il nostro galeone di storie e leggende (pubblichiamo in prevalenza fantasy, fantastico, surreale e fra un po' lanceremo la nostra collana horror). 

Oltre a lui abbiamo una ciurma: chi ci aiuta ovviamente nella parte "libresca" sono i nostri autori, con cui abbiamo un rapporto da vera ciurma pirata, ma siamo un gruppo ben assortito con tanto di illustratori, musicisti, videomaker (i pirati si evolvono, a noi piacciono le nuove tecnologie) e collaboratori che ci aiutano nella promozione con il passaparola o con i consigli di lettura nelle loro librerie.

Fare il pirata deve essere un bel lavoro, se non ci fosse la burocrazia di mezzo e quelle cose che si chiamano scadenze e pagamenti di fatture. Quali sono, a tuo avviso, le sfide maggiori che un piccolo editore si trova a dover affrontare giorno per giorno?

La sfida maggiore è l'inerzia dei lettori, o almeno di tutta quella parte di lettori che si accontentano dei consigli televisivi e delle lobby editoriali, che grazie alla massiccia presenza nelle librerie e negli organi di stampa possono permettersi di vendere qualunque cosa soltanto spingendo e gonfiando le vele col vento della eco sui mass-media. Speriamo in un risveglio generale, in un aumento di curiosità, in una scintilla che faccia cercare il piccolo invece che accontentarsi del grande che ti si piazza grosso e sorridente sulla strada. Noi ci proviamo, a incuriosire, a proporre novità e storie originali, ma non è facile. L'unica nota positiva è che siamo pirati, quindi gente che non si arrende tanto facilmente e che nei secoli ha sfidato flotte imperiali di ben più grande portata.

Per alcuni è una benedizione. Per altri un oggetto da sottoporre ad anatema. Parliamo dell'ebook, il libro digitale, il fantasma di un libro. Secondo te, nell'editoria digitale le piccole CE possono trovare lo spazio che altrove è assorbito in grossa percentuale dai colossi dell'"industria letteraria"?

La produzione digitale ha dato voce non solo a tantissimi piccoli editori che ancora non possono permettersi delle tirature a stampa ma anche a tantissimi autori che per un motivo o per l'altro non trovano un editore che li pubblichi. Noi abbiamo iniziato il nostro percorso proprio con il digitale, nel 2012, ma ci siamo ben presto accorti che il lettore italiano medio resta ancora tanto attratto dal "profumo dei libri". Ora tutti i nostri libri (illustrati a parte, andiamo, l'illustrato digitale va contro la morale) sono pubblicati sia in edizione cartacea che digitale, e il rapporto è ancora di un ebook venduto ogni dieci cartacei, per questo penso che la strada sia ancora tanto tanto lunga. Non credo che l'elettronico farà scomparire il cartaceo, ma neppure sono convinta che non ci possa essere un'evoluzione verso il digitale. Che posso dirti? Evidentemente la convivenza tollerante non è proprio contemplata dal DNA della nostra società!

Si parla ciclicamente di crisi del libro, crisi del lettore, analfabetismo di ritorno, librerie che chiudono, libri che finiscono a far da zeppa ai tavoli... Tematiche che, rovistando nei vecchi quotidiani, sembrano entrare ed uscire dai dibattiti sulla cultura più o meno da sempre, più o meno ovunque. Credi che iniziative come i"flash mob letterari" e altri siano utili per far scoprire il piacere della lettura o non rischiano, piuttosto, di creare un'onda di rifiuto da chi vede in questo affannarsi a far leggere un giudizio critico e anche un po' snob?

La seconda che hai detto. Le iniziative in teoria potrebbero davvero essere belle, utili e interessanti. Purtroppo in genere chi organizza ha già gettato molto cemento e già costruito alti muri per evitare contaminazioni con "l'ignorante", con l'uomo del popolo che è fuori dai circuiti culturali. Ha scritto su quel muro "scemo chi non legge" con la sua pennina rossa, e poi vorrebbe fare della beneficienza mantenendosi però sempre ben saldo sui piedi dalla sua parte di muro. Insomma, la lettura non è una pratica che puoi insegnare agli adulti, anche nel mondo antico le storie nascono con gli aedi, e adesso non c'è più nessuno che ha voglia di fermarsi in piazza a raccontare una storia.

Il mondo pullula di persone che hanno qualcosa da dire e sembra che dirlo in un libro sia l'ambizione di tutti. Chi sono i vostri autori? Come li scegliete? E che tipo di storie entrano nel vostro catalogo? 

Ogni volta che vedo su un profilo facebook l'auto-epiteto "Tizio Caio Scrittore" mi viene l'orticaria (non è esatto, più che altro mi si stira la mascella nel sorriso dello Stregatto di Alice). Sarebbe certo divertente se ognuno scrivesse il suo mestiere sui social, e allora potrei davvero divertirmi a scoprire i Marco Rossi Panettiere, Gianna Gianna Gianna Ammaestratrice di Coccodrilli, Bocca di Rosa Donna d'Amore etc. Ma ora come ora sembra che "scrittore" sia una spada con cui mostrare al mondo di appartenere a non so bene qual ordine cavalleresco. Noi, per conto nostro, non accettiamo manoscritti esterni (ma di mail con i manoscritti ne arrivano comunque, nonostante la nostra politica editoriale sia ben scritta anche online). I nostri libri nascono dai giochi di scrittura che lanciamo periodicamente sul laboratorio lapiccolavolante.com. Da quei racconti, da quei soggetti originali noi scegliamo quelli che più ci intrigano, quelli che vorremmo veder continuare sul lungo percorso. Quelli per noi grandi abbastanza da diventare dei romanzi più o meno lunghi. Tutti i nostri libri, tutti i nostri autori, nascono così, e non abbiamo alcuna intenzione di cambiare rotta. Oltre alle belle storie, cerchiamo un rapporto umano, di "fratellanza" e fiducia con gli autori che scegliamo di pubblicare. Senza la fiducia reciproca, un libro è soltanto un libro, e noi vogliamo invece che sia una parte fondamentale del nostro strano galeone.


Il laboratorio è un'arena in cui tutti si scontrano civilmente e alla fine ciascuno torna alle docce con la sensazione di aver fatto una bella esperienza e di aver imparato qualcosa su se stesso, sulle sue capacità di scrittura e su quello che non va. Quali sono i requisiti per partecipare ai giochi LPV?

I giochi vengono lanciati sul sito lapiccolavolante.com periodicamente, più o meno uno ogni mese. I
regolamenti sono differenti a seconda del libro e dell'autore che stiamo cercando. Fantasy, horror, fantascienza, surreale, tutti gli ingredienti vengono selezionati perché sia più facile che il piatto finale sia esattamente il genere che stiamo cercando. Non basta certo partecipare a un gioco per entrare nella nostra ciurma, noi monitoriamo, vediamo le reazioni delle persone ai commenti sul sito, la maniera di interagire, cerchiamo di intuire come sarà lavorare con una persona piuttosto che con un'altra. Fino ad ora ci è andata bene, siamo bravi capitani e conosciamo ormai un pochino il mare di parole e (talvolta) vanità in cui navigano gli aspiranti scrittori nel nostro Belpaese. Tornando alla modalità di partecipazione, è libera e aperta a tutti, tranne a omofobi, razzisti e altre tipologie di persone che con noi verrebbero abbandonate all'istante sulla prima isola disponibile, forse neppure con scorte di cibo e un moschetto per difendersi dalle belve feroci.

La Sardegna è una regione ambita. C'è chi la vede come la Cuba del Mediterraneo, chi le disegna attorno le geometrie atlantidee e chi la sogna come Stato indipendente e galleggiante. Domanda territoriale: pensi che vivere in una regione insulare a volte sia limitante per gli obiettivi che ti sei posta?

Per noi è molto limitante, per questo abbiamo scelto di navigare su un galeone pirata piuttosto che restare fra le montagne a cantare quanto sia superiore la cultura e la storia della nostra bella terra. La nostra terra è bella, ma delle volte l'amore per l'isola si traduce nella realtà dei fatti come una paura ad andare contro l'ignoto e il diverso. Due cose che a noi invece piacciono da matti.

Un tempo c'erano i cantastorie, i menestrelli che se ne andavano in giro di paese in paese e, punzecchiando un mandolino, intrattenevano le persone con le storie. In un certo senso, ora sono gli editori ad aver preso il posto dei menestrelli. E la diffusione delle storie pubblicate è l'obiettivo finale. LPV ha un distributore o anche qui vi muovete da indipendenti?

Ci abbiamo provato, ci abbiamo seriamente provato a fidarci dei grandi distributori online. Per un breve periodo di tempo, fino al 2013, i nostri libri erano distribuiti su ibs. Putroppo i grandi distributori sono legati a doppio filo con i grandi editori e per dei piccoli indie (naaa, scherzavo), dei piccoli pirati come noi farci pagare le fatture era molto difficile. Le fatture piccole là equivalgono a fatture poco importanti. Poco importanti per loro, mica per noi. Dico la verità, sono brava nel recupero crediti, ma ogni volta ci perdo un pezzo di fegato quindi abbiamo deciso di distribuire da soli sia ai privati che alle librerie interessate tramite il nostro portale commerciale lapiccolavolante.net.

Ci rendiamo conto che molti librai (e non solo le librerie di catena, ma anche i cosìdetti indie) non escono dal circuito, e se il libro non è presente nelle grandi piattaforme per loro non esiste: vorrà dire che solcheremo ancora tanti mari, delle volte navigando e delle volte volando come la mitica Olandese, e arriveremo a sussurrare anche a loro: Noi esistiamo.

Leggere. Non sarà un imperativo categorico, ma è sempre un'esperienza piacevole (generalmente) da fare. Chi volesse leggere una storia LPV come può fare?

Per leggere una storia LaPiccolaVolante è sufficiente collegarsi con il nostro BookShop lapiccolavolante.net. Là sono presenti le pagine di tutte le nostre pubblicazioni, con tanto di riassunto e di un breve estratto. Insomma, ci sono davvero tutte le informazioni utili. Nello stesso portale è presente anche la pagina Parlano di noi, in cui segniamo tutte ma proprio tutte le recensioni che riceviamo online da riviste e blog. Una volta scelta la storia che risveglia più curiosità, basta metterla nel carrellino online. Accettiamo sia pagamenti con PayPal che con bonifico, spediamo di persona in tutta Italia con spedizione tracciabile, e un utile segnalibro anti-tortura del libro. Per gli ebook stesso discorso: carrello e si ricevono rapidamente al proprio indirizzo di posta elettronica.

Qui mi sento un po' la zia zitella, quella che ti offre una di quelle caramelle che hanno visto lo sbarco dei Mille e ne hanno un bel ricordo: qual è il tuo desiderio più forte come editore e come lettore?

Continuare per tutta la vita ad essere un editore e un lettore, e sconfiggere l'Invencible Armada di chi crede che leggere sia attività per dottori e letterati. Leggere è un gioco per tutti.

Siamo arrivati alla fine della nostra chiacchierata. Ti costruisco un teepee appena poco al di fuori della Riserva Indie, vicino al ruscello che collega al mare e accanto all'allevamento di ornitorinchi. Prima di lasciarci, qual è il libro del vostro catalogo che consiglieresti per quest'estate? E cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?

Una madre non sceglie mai fra i suoi figli, vero? Da editrice consiglio sicuramente tutti i libri che abbiamo pubblicato, anche perché i gusti dei lettori sono talmente diversi che un consiglio univoco non è proprio possibile
Posso però parlarvi della nostra ultima fatica "La Foglia Nera" il piratesco scritto da Alen Grana che continua le vicende della ciurma del Re Balena, in cui si mescolano azione, avventura, fantasy e comico e che in scrittura somiglia (con continui balzi temporali) a un serial tv. Proprio per questo motivo abbiamo chiamato la saga (che continuerà ancora) "I Signori delle Balene" bookserial. 
Per i prossimi mesi, abbiamo in pubblicazione diverse nuove storie, fra cui un fantasy – magico, Il Gergo delle Noci (di Daniela Alvisi), l'horror splatter Ghislaine (di Monica Zerbini), lo spin off della Cacciatrice d'Orsi, che sta continuando con il suo stile asciutto e originale Sara Cabitta, e il Signor W., l'inquilino del quarto piano
Una novità dei prossimi mesi è anche il nostro primo PiccoloApprodo, un evento in cui faremo conoscere al pubblico non gli scrittori, come accade sempre, ma i personaggi dei loro libri. Perché sì, loro sono reali, non sono appendici dell'autore che li ha inventati. Il 6 settembre a Villacidro (Chiosco Sa Spendula 2.0, la ciurma con cui stiamo ideando l'approdo) si parlerà con Fiaba il Mago, Merice (La Cacciatrice d'Orsi) ed Erad Burn (timoniere della nave pirata Re Balena). Oltre ai personaggi LaPiccolaVolante, ci saranno i libri di altri editori indipendenti (Arkadia, Gorilla Sapiens e Haiku edizioni), musica, cibo e altre cose che fanno bene al cuore.

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Per chi lo volesse, può seguire la ciurma di La Piccola Volante anche qui: Twitter // Instagram // Facebook // Pinterest // Google+


Spero che l'intervista vi sia piaciuta :)
Aspetto i vostri commenti e opinioni.

E, come sempre, 
Buone letture ♥

Commenti

  1. Una bella intervista, un appunto però te lo devo fare, dici che i libri finiscono al macero "per una pigrizia di fondo del lettore", e no, non lo posso accettare, se i libri non si vendono non si può dare la colpa al lettore (anche perchè la lettura sarà sempre un'attività pigra, ricordi l'incipit di "se una notte d'inverno un viaggiatore"). Io penso che siano le case editrici, soprattutto quelle piccole, a doversi dare una mossa, il lettore, soprattutto un lettore forte come sono io, è ben disposto alle novità, ma non si può pensare che vada da solo nell'oceano a cercare il tesoro nascosto (tanto per restare in tema piratesco), il lettore va cercato, coccolato con buoni libri e belle copertine (guarda quelle della piccla volante ad esempio, sono splendide, opere d'arte, li comprerei tutti solo per le copertine :D). Vedo molti indie mettere su il loro sito internet, riempirlo di pubblicazioni e lamentarsi perchè i lettori non vanno a pescare nelle loro acque.
    Seguo la piccola volante da un po', loro fanno cose, organizzano cose, si muovono, si fanno vedere in giro con la loro nave fantasma, insomma fanno proprio quello che mi aspetto da un piccolo editore (e infatti i prossimi due libri dovrebbero arrivare per posta a giorni, ore forse).

    P.S. per la capitana, che ormai avrà imparato a conoscere i miei terribili commenti ai giochi, che si starà domandando perchè io non partecipi, beh, io sono un lettore, come scrittore...ehm. ma non è detto che un giorno...

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    1. Forse hai ragione, ed è indubbiamente vero che siano gli editori a doversi sbattere per diffondere tra il pubblico le storie dei propri autori. Ed è vero che, nella baraonda di case editrici che cercano di portare avanti la propria linea editoriale, non si può pretendere dal lettore un eccesso di indagine. L'approfondimento, quando c'è resta confinato a quelle CE che, con il passaparola, soprattutto in rete, hanno iniziato a farsi un nome, a diventare "popolari". In fondo è a questo che vuole puntare "Riserva Indie": a rendere popolari quelle realtà editoriali che non si conoscono, o perché di nicchia o perché proprio sono sommerse dalle altre. Però, tu lo sai, quando si scrive si dà voce a se stessi. E quando scrivo dei lettori pigri, prendo come punto di riferimento la ragazza che dieci anni fa conosceva a malapena Fanucci o Stampa Alternativa, o ISBN come realtà editoriali "minori". E che, nella libreria cittadina sapeva che avrebbe trovato sicuramente l'ultimo Einaudi, ma avrebbe dovuto attendere settimane per il titolo di TizioCaio Editore. Posto che ne avesse sentito parlare da qualcuno. E posto che, nel frattempo, non le fosse venuto il dubbio che, visto che si trattava di un mini-editore, magari non ne valeva la pena. Tutto si risolve, quindi, nella necessità, da entrambe le parti di aprirsi all'altro: gli editori, curando le proprie pubblicazioni, cercando di non farsi rincorrere dalla fame di novità, pubblicando poco, magari, ma investendo in quel poco tutto, in termini di risorse e di tempo. E il lettore? Beh, il lettore dovrebbe staccare gli ormeggi, affidarsi all'istinto, scegliere una storia perché se ne sente attratto e non solo perché è mainstream. Grazie per essere passato :)

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    2. Certo, capisco bene cosa intendi per lettore distratto, ma onestamente penso che il lettore che legge un libro all'anno compratto all'autogrill mentre va in vacanza non leggerà mai libri di case editrici minori. Il lettore forte, quello che legge più di 10 libri l'anno, non è distratto, e lui che si dovrebbe puntare. Come? Beh, non sono un grande esperto di marketing, anzi, però ti posso fare un esempio di un paio di case editrici piccole che ho cominciato a seguire, dalle quali ho comprato più di un libro restandone soddisfatto, che hanno una pagina facebook attiva che sono disponibili al dialogo. Insomma, qualcosa si può fare. E poi invece ce n'è un'altra, che punta più sullo spam (perdonami il termine) che sull'ascolto dalla quale ho malauguratamente comprato un libro che non sono riuscito a finire (ed è solo la seconda volta che mi capita nella vita) e dalla quale non tornerò più.
      A volte bastano davvero piccole attenzioni, come vedi.
      Del resto io ragiono da ingegnere, e se qualcosa non funziona cerco il problema, non me la prendo con la macchina che non funziona.
      Poi ci sarebbe un lungo discorso da fare sulla distribuzione libraria in italia, che secondo me crea molti più problemi dei lettori distratti, ma questa è un altra storia.
      In ogni caso il lettore va ascoltato. In giro ci sono tante belle interviste ad autori e a editori, hai mai visto un'intervista a un lettore?

      Grazie per l'ospitalità, penso che tornerò spesso.

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  2. In effetti ogni tanto me lo chiedo, perché non partecipi ai giochi LPV Grilloz. Ma prima o poi arriverà quello che ti fa saltare sulla sedia, dacci tempo ;). Ti ringrazio anche a nome del capitano per il feedback sulle copertine, ora spero che il tuo postino faccia finalmente il suo lavoro e ti consegni i libri che hai ordinato, così da vedere se si mantiene il giudizio positivo, ben sapendo che il libro non è solo la sua copertina ;).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda, fra i quindici c'era un personaggio che... però, hai presente quando di un sogno ricordi l'atmosfera ma non la trama? ecco, non sono riuiscito a focalizzare. Magari la prossima volta :) anche se ho un po' paura di perdere la mia verginità da lettore.

      P.S. sul postino ci sarebbe da scrivere un racconto, magari dal punto di vista del libro.

      P.P.S. Su Fiaba il mago avevo già messo l'occhio quando ne avevo letto la presentazione su pesce pirata, poi c'era l'offerta e ho approfittato ;)

      Elimina

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