5 novembre 2015

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Recensione. AIUTO! UN ORSO MI STA MANGIANDO! - Mykle Hansen


Voglio mangiare cose pre-cacciate, pre-spellate, pre-cotte, non pericolose, che non vanno mai a male e sono sempre croccanti e non ti masticano le gambe. [Aiuto! Un orso mi sta mangiando! Mykle Hansen, Meridiano zero, p. 124, trad. F. Francis]
Buongiorno e bentornati, cacciatori di storie ai limiti della realtà!

Il romanzo di cui vi parlo oggi è una casualità, una lettura che mai avrei fatto se non ne avessi letto su una postfazione. Voi le leggete mai, le postfazioni? Ecco, fatelo, perché magari vi suggeriscono piccoli gioielli come questo Aiuto! Un orso mi sta mangiando! di Mykle Hansen, autore tra i leader della bizzarro fiction e che in Italia, tempo addietro, è stato proposto, sempre da Meridiano zero, anche col titolo da accapponarsi la pelliccia di "Missione in Alaska".

Il protagonista della storia è simile, per ideologia, al protagonista di "Fight Club" di Palahniuk. Ma qui la bizzarria e il pulp e la satira sociale sono così ben scritti che non riesci, letteralmente, a staccarti dalle pagine. E ti senti un po' orso, con le zampe impastate di miele. O di sangue.



AIUTO! UN ORSO MI STA MANGIANDO! [Help! A bear is eating me!]
Mykle Hansen [trad. Francesco Francis]
Meridiano zero, 176 p., 2012
10,00 €
Ebook non disponibile

RECENSIONE.
Marv Pushkin, il nostro protagonista, non ché voce narrante, nonché chewing-gum per orsi, è uno stronzo.
Trovatemi, sul serio, un personaggio più psicotico, misogino, misantropo, xenofobo e omofobo di Marv. Ve lo dico: non ci riuscirete.
Marv è un manager in carriera anzi, un "motivatore" che ha deciso di organizzare uno di quegli orrendi weekend motivazionali su, in Alaska. Per cementare il gruppo di sottoposti andando a caccia d'orsi.
Inoltre Marv ha un piano, che però non riesce a portare avanti perché finisce intrappolato sotto la sua Rover e le sue estremità inferiori si trasformano nel pasto di un orso bruno.
Mentre attendiamo con lui i soccorsi, che arriveranno, ma tanto lui ha una serie impressionante di pillole e droghe per ignorare il dolore, Marv ci intrattiene con la storia della sua vita.

Aiuto! Un orso mi sta mangiando! è un assurdo, esilarante e bizzarro lunghissimo monologo che esalta e demolisce la società del rampatismo; quella società del consumo e dell'usura che ha fatto di Futilità e Denaro idoli a cui cedere vita, anima e stabilità mentale.


Ma invece no: la natura non sa proprio stare al suo posto. Deve alzare la testa, lei. E allora io dico: natura, sei licenziata! Alaska, il tuo giardino fa schifo e i vicini sono preoccupati. La tua eccessiva proliferazione di natura non-regolamentata dev'essere potata e delimitata. Tutti quei boschi sono campi di addestramento per il terrorismo ursino: vanno disboscati. La tua tundra rappresenta un rischio per la circolazione dei fuoristrada: va spianata, livellata e asfaltata. I tuoi giacimenti di petrolio e di gas possono esplodere in ogni momento: è urgente prosciugarli. [Aiuto! Un orso mi sta mangiando! Mykle Hansen, Meridiano zero, p. 126, trad. F. Francis]

Marv è un sociopatico, con una tragedia e un mucchio di dolore alle spalle ma, ehi! se ti mostri debole per un solo istante questa società ti mastica e inghiotte nel giro di un secondo, quindi mostrati aggressivo, impasticcati se serve, vai al massimo e delega, impara a delegare. Sfrutta gli altri per essere indicato come il migliore. Nascondi e sotterra sentimenti e paure. Un orso ti sta mangiando? Sii ottimista, sorridi, butta giù qualche pasticca e trova il lato positivo in quelle zanne che stanno masticando un pezzo della tua tibia.

Il delirante monologare di Marv Pushkin è un fiume in piena, un autentico gorgo di parole che ti afferra per trascinarti una pagina dopo l'altra verso la fine folle di questa assurda storia.
Mykle Hansen sa come dosare la critica sociale a uno stile ritmato ed efficace e a un cinismo che si aggrovigliano al lettore, lo drogano di curiosità e di empatia. Empatia, sì, perché nonostante Marv Pushkin sia quanto di peggio un uomo possa essere, non si riesce a non identificarsi con lui e a provare anche una certa simpatia nei suoi confronti, per l'assurdità della situazione in cui si trova, per i modi in cui la racconta, per le deliranti conseguenze delle sue azioni.

L'unica nota negativa è che si legge troppo in fretta e, ahimè, una prosa come questa dà dipendenza.

Cosa ne pensate? Lo avete già letto?
Sono curiosa di leggere i vostri commenti!
E, come sempre, Buone letture ♥

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About. Appassionata lettrice, nonchè abituale frequentatrice di mercatini, biblioteche e altri luoghi polverosi, vado a caccia di libri muffiti e storie dimenticate. Ho scritto per Kipple, LaPiccolaVolante, Hypnos, Altrisogni e DelosDigital. Mi occupo di narrativa (di genere e non) e delle stranezze del passato.
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3 commenti:

  1. Ero davvero curiosa di leggere la tua recensione e ora non ho più dubbi, questo libro finisce dritto dritto in wish list :)

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    1. Ciao Susanna! E infatti volevo avvisarti di aver messo online la rece :D Guarda, io l'ho trovato a dir poco fantastico, e anche se le opinioni personali valgono come il due di picche, per originalità, stile, trama e delirio intrinseco è una cosa che se ti capita tra le mani, la devi leggere. :3

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  2. A me è piaciuto molto, inizialmente, anche perché l'odiosissimo personaggio principale è davvero reso bene...però dopo un bell'inizio mi ha annoiato, praticamente è un monologo sulla sua vita... :(

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