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UGO FOSCOLO INDAGATORE DELL'INCUBO. Davide La Rosa - Recensione

Ci sono storie che superano la distinzione di genere. Tra fumetto e romanzo o racconto. Sono storie che leggi (e ti godi) indipendentemente da come sono presentate. E già solo questo basterebbe a farti capire che quello che hai tra le mani, e sotto gli occhi, è qualcosa che ha meritato il tuo tempo e i tuoi soldi.

Sono quattro settimane che Ugo Foscolo. Indagatore dell'incubo, è sulla mia scrivania. Quattro settimane in cui lo rileggo di tanto in tanto, a frammenti e bocconi, senza decidermi a scriverne una recensione. Perché per parlare di questo lavoro di Davide La Rosa, primo capitolo del La Rosa Universe (su cosa sia ci torneremo tra poco), occorre tempo e un metodo per scrivere qualcosa di diverso da una recensione canonica. In sostanza, sono quattro settimane che fisso il ricamo della copertina e chiedo al poeta ivi ritratto: mò come faccio a spiegarti al volgo? Ma quello tace e si limita a pettinarsi le basette, ché tanto il blog non è suo e io non sono Napoleone.


Abbiamo il colpevole della scomparsa dei dinosauri. u_u

Allora partiamo da una premessa, un punto che a me sembra fondamentale: Ugo Foscolo indagatore dell'incubo è un'opera nella quale il romanzo si sovrappone al fumetto e, al tempo stesso, un romanzo che senza il fumetto (un fumetto disegnato male, anzi malissimo, ma la cosa è elemento portante dell'intera faccenda) perderebbe un buon cinquanta per cento della sua “forza” narrativa.

Se sono riuscita a spiegarmi fino a qui, capirete anche perché trovo difficile parlare di questo lavoro nei termini classici. Ugo Foscolo indagatore dell'incubo è un romanzo a fumetti, non una graphic novel, non un fumetto puro. È un romanzo disegnato, illustrato, e manoscritto. Ricorda, da molto lontano, quei fumetti che tutti, tra le medie e gli inizi del liceo, prima dell'invenzione della Playstation (sempre sia lodata) e di Tomb Raider (gloria eterna) producevamo per noi e pochi intimi, con discrezione perché sennò i bulli ci avrebbero pestati. E si tratta di un romanzo scritto con una intelligenza, ironia e capacità narrativa indiscutibili.

Si parte da un cimitero infestato dagli zombi, evocati come atto di ribellione contro l'editto di Saint Cloud, contro i quali Ugo Foscolo combatte e che agilmente debella e termina con un bel cliffhanger: l'avvento nel mondo di un blob mostruoso liberato da un manipolo di ottimisti.

Partiamo dalla documentazione. Leggendo e rileggendo questo romanzo a fumetti si percepisce immediatamente quanto sia stato profondo lo studio del personaggio da parte dell'autore. Quello che Davide La Rosa mette in scena è una copia conforme al vero Ugo Foscolo, una copia talmente fedele all'immagine che traspare dai suoi scritti che, se fosse stato anche disegnato bene, avrebbe perso tutto il suo potenziale narrativo. Per questo, poco sopra, dicevo che il fumetto, e questo genere di fumetto in particolare, è fondamentale perché il romanzo funzioni.

Ovviamente non soltanto Foscolo, ma su tutta la pletora di amici e nemici e situazioni si avverte lo studio e l'approfondimento operato da La Rosa prima della scrittura del romanzo. I personaggi, da Jacopo Ortis a Ippolito Pindemonte, funzionano perché l'autore li conosce, li ha fatti propri, e riesce a sfruttarli per la costruzione della sua opera. Inserendo via via una serie di citazioni che spaziano dal passato al presente, più o meno vistose, sempre utili alla storia.


Una storia che, oltre ad essere intelligente e appassionante è anche parecchio divertente. C'è da dire, su questo punto, che Davide La Rosa è uno dei pochi autori italiani che conosca a sapere gestire davvero l'ironia. Un'arte, quella di saper far ridere, che non tutti sono in grado di mettere in scena. Sembrerà paradossale, ma è così: l'umorismo non è sparare due battute da un microfono, unirci un rutto e aspettare gli applausi, si può far ridere solo se si hanno gli strumenti per farlo. Ecco, per quanto mi riguarda, Davide La Rosa questi strumenti li possiede tutti. Sa prendere una situazione e proporne, in maniera surreale, diretta o sottile il suo aspetto comico o grottesco. E questo è anche, lo confesso, il motivo principale che mi ha spinta a comprare il volume. Mi aspettavo qualcosa che facesse ridere, e sapevo che non mi avrebbe deluso.
Ogni tanto mi piace scommettere sui cavalli vincenti.

UGO FOSCOLO. Indagatore dell'incubo
di Davide La Rosa
Saldapress
152 pg
✮✮✮✮

Due parole due su La Rosa Universe: si tratta di un progetto nel quale, di albo in albo, La Rosa riesumerà gli scrittori del passato per proiettarli in storie fantastiche e surreali “tutte collegate tra di loro”. Dal 25 novembre è disponibile, sempre per saldapress, Leopardi e Ranieri - True Veri Detective, secondo capitolo dell' Universo LaRosiano. E presto avremmo modo di parlarne su questi lidi.

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